giovedì 20 ottobre 2011

01- BACHECA PICCOLI ANNUNCI - 2011


QUESTO POST CONTIENE
PICCOLI ANNUNCI O COMMENTI
INSERITI NEL 2011

QUELLI DEL 2010  SI POSSONO TROVARE 

IN FONDO AL BLOG CLICCANDO (QUI)
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28 commenti:

Il Cittadino ha detto...

Signori, ecco le prime novità 2011!

Il 31 dicembre 2010 un’altra vittima.
Un’altra vittima in Afganisthan si
chiamava MATTEO MIOTTO sale
così a 35 il numero delle vittime dei
nostri soldati impegnati in questo
martoriato paese.
Ciao E R O E riposa in pace.

+++++++++++++++++++++++++

Il 1° gennaio 2011, un fanatico delinquente,
ad Alessandria d’Egitto ha armato la mano di
un altro fanatico imbecille, causando la morte
di 21 persone e il ferimento di altre 80 circa.
Un attentato molto grave, che non trova nessuna
giustificazione se non quella dell’imbecillità.

Archimede ha detto...

Morto un italiano a Bala Murghab.

Morghab, in Afghanistan.
Ad ucciderlo sarebbe stato, come si apprende da Ansa, un terrorista in uniforme dell'esercito afgano. Riferirà domani alla Camera il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che ha espresso il suo dolore "per la perdita di un'altra vita umana, di un militare che stava facendo con forte motivazione il proprio dovere contro il terrorismo". Interpretando il profondo cordoglio del Paese il presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano, ha espresso alla famiglia del giovane- come si legge in una nota del Quirinale - "i sentimenti della sua affettuosa vicinanza e della più sincera partecipazione al loro grande dolore".

Signori ,
vi “presento” la 36esima vittima del contingente italiano in Afghanistan impegnato in una assurda guerra che non avrà mai fine!
Si chiamava Luca Sanna , ed è morto per difendere la pace
in un paese dove la parola pace è solamente un optional.

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri,

Signor Ministro della difesa,

Signori Deputati TUTTI.

Fino a quanto avete intenzione di portare avanti
questa carneficina di vite umane?

RITIRO IMMEDIATO del NOSTRO CONTINGENTE In
AFGHANISTAN.

Ciao Luca, con la speranza che il Tuo sacrificio possa illuminare le menti di quanti si ostinano a mantenere i nostri soldati a combattere e sostenere una causa già persa!!

L'allianatu ha detto...

Cuntava ma nannu:

Cuntava ma nannu, ca farisi nu bagnu ri
fenu appena tagghiatu, è ntrattamentu ri
benesseri tipicu e originale po corpu umanu.

Nfatti, è rimediu naturale ca ne nosci parti, si
purtava avanti da tempu mmemore.

Nsi tratta sulu ri n’mumentu ri relax, seppure
piasceule, ma ri nu veru e propriu toccasana.

Cunta a storia, ca nvitranu stancu po duru
travagghiu ca fasciva ‘nne campi, s’era
spaparazzatu pi ripusarisi nanticchia supira
n’mucchiu ri fenu, e subbutu s’addunau,
ri commu ‘ddru picca ri sosta ciavissi
fattu passari tutti i duluri.

Sempiri a ditta ri ma nannu:

curcannisi na l’erba appena tagghiata,
rafforza tuttu u sistema immunitariu, è
a cura ideale p’eliminari le tossine e dare
sullevu a cu soffri ri reumatismi, fa effettu
defatigante, rilassante, ma soprattutto è un
ottimo stimolante per gli organi sessuali.

"Nonno" Pippo ha detto...

Scusate s'è poco, "nonno" Pippo annuncia:

Il giorno 11 febbraio 2011 alle ore 19,26 a Milano è nato MATTIA figlio di Enza Buccheri in Violi Alessandro.

Ai cari genitori e al piccolo MATTIA, gli auguri di un
lungo cammino insieme

Il Cittadino ha detto...

Esprimo la mia solidale partecipazione di dolore ai famigliari dell'EROE 37enne Tenente MASSIMO RANZANI caduto
nel vile attentato a Shindad in Afghanistan.
Il Tenente Ranzani, risulta la 37esima vittima di questa guerra imbecille che non avrà mai fine.

L'augurio di una pronta guarigione a tutti i militari feriti.

U cumpari ra putia ha detto...

L'è lu? L'è lu? sì, sì, l'è propri lu!

Da qualche tempo circola in rete questo scritto di Elsa Morante.
Lo riproduciamo per chi se lo fosse perso:

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto
che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolicosenza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a B.Mussolini...*


PS.: Tutte le persone che leggono la presente comunicazione hanno l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinque persone.
Non sia mai che (a Milano è capo lista) qualcuno lo votasse di nuovo...

Gianni Di Pasquale ha detto...

Vince Bucello (Australia) mi chiede di trasmettere la seguente notizia:

""Il 26 aprile 2011, è deceduto, lontano dalla sua terra, il Sortinese nel mondo, FRANCESCO SANTO di anni 99.
Credo che fosse il Sortinese più anziano d'Australia.
I funerali si svolgeranno il 3 maggio 2011, nella chiesa di Glen Roy (Melbourne)"".

Archimede ha detto...

Fonte: BlogSicilia

11 maggio 2011 - Una scossa di terremoto, di magnitudo 2,2 è avvenuta in provincia di Siracusa, nel distretto sismico dei Monti Iblei. L’hanno registrata gli strumenti dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia ad una profondità di 15 chilometri, con epicentro tra Sortino, Palazzolo Acreide, Ferla, Cassaro e Buscemi. In nottata c’era stato uno sciame sismico sull’Etna.

Gianni Di Pasquale ha detto...

Gabriele Scariolo presidente di
"PIU' SICILIA SORTNO"
mi trasmette la seguente comunicazione, che pubblico volentieri:

ANTICHE ARTI E MESTIERI:
Aperte le iscrizioni per il corso di LAVORAZIONE DELL'ARGILLA.

Il laboratorio si svolgerà presso la sede di Più Sicilia a SORTINO a partire dal 4 GIUGNO 2011.

Corso a numero chiuso, AFFRETTATEVI

Info:
Tel/Fax.: 0931/954604
Cell.: 338/1131140
Mail.: piusicilia@gmail.com
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L'mmagine del manifesto si trova nella copertina di questo stesso post.

Archimede ha detto...

Fonte: BlogSicilia

Il siciliano a scuola: è legge
di Redazione

19 maggio 2011 - La legge è culturalmente rivoluzionaria: dall’anno prossimo nelle scuole sarà previsto l’ insegnamento della lingua, della storia e della letteratura siciliana. L’Assemblea regionale siciliana l’ha approvata ieri sera con 45 voti a favore. Tocchera’ adesso all’assessore regionale alla Formazione, Mario Centorrino, concordare con gli organismi scolastici le forme per applicare la legge nelle scuole, attraverso il coinvolgimento di dirigenti e docenti.

”Siamo fieri della nostra cultura e delle nostre tradizioni. Per questo sono orgoglioso di questa legge che preserva il nostro immenso patrimonio storico e letterario e pone le premesse per renderlo parte integrante dei processi formativi delle nuove generazioni. Sono certo che e’ con questa consapevolezza che il parlamento ha approvato il disegno di legge proposto da Nicola D’Agostino per l’istituzione di un modulo didattico sulla storia, sulla letteratura e sul patrimonio linguistico della Sicilia” ha detto il presidente della Regione, Raffaele Lombardo.
“Fondamentale per i giovani la conoscenza della storia e delle tradizioni del nostro popolo” anche per il vicepresidente vicario del Gruppo del Pdl all’Ars, Salvo Pogliese. Che aggiunge: “Essere fieri delle proprie radici e’ la migliore testimonianza della valenza culturale di un popolo”.
Per Titti Bufardeci, presidente del gruppo di Forza del sud all’Ars “questa legge non fa che regolamentare una disposizione che il governo nazionale ha diramato ed e’ importante per far conoscere nelle scuole siciliane la storia e la lingua siciliana. I giovani siciliani devono conoscere ed apprezzare la cultura ed il dialetto per salvaguardarli dall’oblio”.

Archimede ha detto...

Da: Ondaiblea

Prima parte

Positivo incontro a Pantalica dei Gal siciliani con l’Assessore Regionale alle Politiche Agricole e Alimentari Elio Dantrassi

Canicattini Bagni, 11 giugno – “Una strategia unica, e quindi un coordinamento unico, per la mettere a sistema e avviare, nel contempo, un comune governo dei processi di sviluppo locali esistenti a livello regionale, per razionalizzare, rendere competitivo, far conoscere e commercializzare, anche a livello internazionale, ad iniziare dai Paesi del Mediterraneo e dell’Europa, il “prodotto Integrato Territoriale Siciliano”, nelle tre linee individuate: Turismo rurale – Agroalimentare e Agro-Energie.
Un processo che deve utilizzare, organicamente ed in senso complementare, integrando e rimodulando, per “progetti integrati e complessi”, i fondi regionali FESR – FEASR - FSE, in aggiunta a quelli nazionali e comunitari”.
Sono state queste le conclusioni della riunione operativa che ieri, venerdì 10 giugno, alla Masseria “Specchi” nel cuore della Riserva Naturale Orientata “Pantalica-Valle dell’Anapo”, ospiti dell’Azienda Regionale Foreste Demaniali rappresentata dal suo dirigente provinciale Carmelo Frittitta, ha visto protagonisti ben nove Gal- Sistemi Locali di Sviluppo, in rappresentanza di quasi tutto il territorio siciliano, dal “Val d’Anapo”, “Madonie”, “Sicilia Centro Meridionale”, “Natibeli”, “Metropoli Est”, “Sicani”, “Terre Normanne”, “Terre del Nisseno”, “Golfo di Castellammare”.
L’incontro è stato convocato dal sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, nella qualità di Comune capofila del Sistema Locale di Sviluppo del Val d’Anapo, proprio per riunificare gli sforzi fatti in questi anni nelle varie aree siciliane, e dar vita, mettendo insieme le esperienze acquisite, le professionalità, e le “buone prassi” di queste strutture pubblico-private, ad azioni di sistema comuni per servire i mercati di prossimità e affrontare quelli esteri.
Presenti il presidente dell’Unione dei Comuni “Valle degli Iblei”, Nello Pisasale, sindaco di Cassaro, che ha aperto i lavori, il sindaco di Scordia, Angelo Agnello, i neo primi cittadini di Ferla e Sortino, Michelangelo Giansiracusa ed Enzo Buccheri, quello di Palazzolo, Carlo Scibetta, l’assessore del Comune di Buccheri e dell’Unione, Francesco Di Martino, il vice sindaco di Canicattini, Salvatore La Rosa, l’assessore al Turismo dell’Unione dei Comuni, Corrado Cataldi, la Soprintendente ai Beni Culturali ed Ambientali di Siracusa, Concetta Ciurcina, Salvatore Cancemi, dirigente U.O. III del “Museo Regionale Naturale di Pantalica” che fa capo al sistema Museale Bellomo, Carmelo Frittitta e Filadelfo Brogna dell’Azienda Regionale Foreste Demaniali, il presidente del Gal Val d’Anapo, Pippo Gianninoto, il presidente provinciale della Confagricoltura Massimo Franco, dell’Ugl Tonino Galioto, rappresentanti dei vari Gal regionali e delle imprese, Carmelo Spataro, capogruppo Pd Siracusa alla Provincia Regionale, ed un consulente della stessa Provincia Regionale aretusea.

Archimede ha detto...

Archimede ha detto...

Seconda parte

«Dobbiamo dare vita ad un “sistema Sicilia” – ha detto Amenta nel suo intervento – ponendo fine alla cultura delle “incompiute”, in una azione sinergica di tutti i soggetti che in questi 15 anni hanno lavorato con grande progettualità, alla crescita economico -sociale dei nostri territori. Solo così potremo trovare nuove opportunità di sviluppo e superare la crisi che pesa e opprime tutti i settori produttivi della nostra regione. In questi anni abbiamo imparato che l’unico sviluppo possibile dei nostri territori è quello sostenibile e rurale, avendo cura, elle azioni future, di mettere insieme e coniugare in un unico progetto le aree costiere a quelle interne. La Sicilia deve così guardare al Mediterraneo e all’Europa, con un ruolo ed una identità ben precisa, con un modello di sviluppo esportabile. D’altra parte, dopo 15 anni di interventi, non possiamo più farci cogliere impreparati. Per fare questo dobbiamo, con forza e sinergicamente, catalizzare l’attenzione della politica, regionale e nazionale, in questi anni distratta nei confronti dei processi di sviluppo del territorio, come dimostrano i ritardi e la confusione nei bandi, nelle varie misure e nell’utilizzo dei fondi. E in particolare negli studi e nella progettualità di strutture come i Gal-Sistema Locale di Sviluppo , una vera risorsa di quel processo pubblico-privato teso alla crescita del territorio e dell’isola».

E l’attenzione e la risposta della politica regionale non è mancata, quando nel pomeriggio ai lavori ha preso parte anche l’Assessore Regionale alle Politiche Agricole e Alimentari, Elio Dantrassi, che da subito, cogliendo positivamente il progetto di un coordinamento strategico unico regionale dei Sistemi Locali di Sviluppo , ha proposto l’inserimento di un rappresentate del neonato coordinamento, nell’Ufficio di Gabinetto dell’Assessorato, per rendere immediati e rapportati alle linee di sviluppo che il territorio si da, i provvedimenti, la ripartizione e l’utilizzo dei fondi a disposizione.

«Quando si parla di azioni e interventi nel territorio – ha infatti sottolineato l’Assessore Elio Dantrassi – spesso ci si dimentica che “la progettualità” è solo quella che arriva e viene prodotta dai Gal. E siccome per quanto mi riguarda non intendo perdere altro tempo e i fondi a disposizione ci sono, vi chiedo di essere protagonisti anche nel disegnare le linee di sviluppo e la distribuzione delle risorse. Modelliamo insieme gli interventi, reali e concreti, per dare opportunità di crescita ai nostri territori. Datemi un nominativo che sia portatore di questa progettualità della quale siete i protagonisti, e da subito lo inserirò nell’Ufficio di Gabinetto del’Assessorato per iniziar da subito a rapportare misure, bandi e interventi, a questi processi di sviluppo . Se c’è una cosa che di sicuro vogliamo evitare, come Governo Regionale – ha concluso l’Assessore Regionale alle Politiche Agricole e Alimentari - è dover restituire i fondi a Bruxelles o non poter chiedere la restituzione dei fondi FAS al Governo Nazionale».

Un risultato che è andato, dunque, oltre ogni aspettativa, che ha soddisfatto il sindaco Paolo Amenta, i sindaci presenti d i rappresentanti dei Gal siciliani che aspettavano e si preparavano ad un confronto serio e reale con il Governo Siciliano per riaprire la partita della sviluppo .

L' informatore ha detto...

Fonte: Paraparlando - Sortino

Tito
Scrittore del Forum


Post: 816
Sesso:

Re:E' l'indifferenza che ci uccide ogni giorno
« Risposta #9 il: Oggi alle 10:03:04 »

Giorno 17 giugno alle ore 9.30 a Catania, presso il Palazzo di Giustizia aula 3 GIP (p.za Verga ), si terrà l'udienza preliminare del processo contro Rizzotti Andrea che l' 1/07/2010 ferì gravemente la nostra Laura Salafia.
L' ACIPAS, associazione antiracket di Sortino, si costituirà parte civile ed ha chiesto all' Amministrazione Comunale di fare altrettanto.
Giorno 17 il Presidente dell'ACIPAS Alfio Pitruzzello e il Coordinatore Regionale Antiracket Mauro Magnano saranno presenti al processo e invitano quanti vogliono dimostrare solidarietà a LAURA di fare altrettanto.
Il Sindaco ha assicurato la sua presenza.
Chiediamo a quanti possono di pubblicizzare questo comunicato. Comunicateci l'eventuale adesione.
Grazie
L' ACIPAS Sortino

--
Mauro Magnano
Coordinatore Regionale
Federazione Antiracket Italiana


Uniamoci e partiamo... l'unione fa la forza!!

Gianni Di Pasquale ha detto...

Ricevo dall'amico Vincenzo (Zino) Giaccotto, il manifesto che con molto piacere pubblico nella copertina di questo post.

Qualche mese fa ho ricevuto la pubblicazione delle ricerche fatte dall'amico Zino su questo abate ("sciurtinisi no munnu") del 1560-1650.

Nella prima pagina, del libretto pubblicato si legge: "... Una mattina di qualche anno fa, durante una delle mie abituali scorribande per le antiche chiese e palazzi storici, mi son trovato a varcare la soglia di questa chiesetta, soffermandomi prima a leggere - affissa alla porta a beneficio dei turisti - una nota sulla storia e sull'arte, che tra l'altro così recita: "dal 1650 vi è sepolto, senza epitaffio, l'eruditissimo monaco don Costantino Gaetani, dei Marchesi di Sortino, abate di S. Baronzio, Custode della Biblioteca Vaticana, fondatore del Collegio Gregoriano che accoglie gli alunni benedettini di tutto il mondo peregrinanti a Roma per ragioni di studio..." "

Qualche pagina più avanti si legge ancora:..." si dedicò a questo lavoro con tale intensità e passione che - sceverati pressocché tutti gli archivi d'Italia - acquisì una immensa celebrità come profondo conoscitore dei più nascosti e remoti documenti ecclesiastici.
Diffusasi ovunque pertanto questa sua fama, il Sommo Pontefice Clemente VIII (1592-1605) lo chiamò a Roma ... Fu poi lo storico Cesare Baronio a proporre al Sommo Pontefice Paolo V (1604-1621) la nomina del Gaetani a custode della Biblioteca Vaticana, poi confermato in questo prestigioso incarico dai successori Gregorio XV (1621-23). Urbano VII (1623-44) e Innocenzo X (1644-55)..."

Chi volesse saperne di più è invitato a partecipare all'evento del 9 luglio prossimo o chiedere una copia del libretto direttamente all'autore.

Archimede ha detto...

Da: il Giornale di Siracusa

Scritto da Redazione
Giovedì 07 Luglio 2011 - 18:46
Siracusa - La Convenzione sulle Specie migratrici dell’UNEP e l’Accordo europeo per la tutela dei pipistrelli (EUROBATS) celebrano il 2011 quale Anno Europeo del pipistrello e il 2012 come Anno Internazionale del pipistrello. Due obiettivi che secondo i vertici siracusani dell’Azienda Foreste Demaniali possono dirsi raggiunti, considerate le misure di protezione e conservazione messe in atto dall’Ente Gestore della Riserva Naturale Orientata “Pantalica, Valle dell’Anapo e torrente Cava Grande”. Il recente monitoraggio delle popolazioni dei chirotteri della Riserva, eseguito con il supporto scientifico del Dipartimento di Biologia Animale dell’Università di Catania, ha confermato la presenza di diverse colonie, composte da centinaia di individui, di rinolofoli e miniotteri in fase di riproduzione nella famosa “Grotta dei Pipistrelli”.


A seguito di alcuni fatti incresciosi, che avevano fatto temere per la sorte delle cinque specie di chirotteri segnalati nella Grotta, l’Ufficio Provinciale di Siracusa dell’Azienda Regionale Foreste Demaniali di Siracusa si era fatto promotore, nel maggio del 2007, dell’approvazione del “Regolamento per la fruizione delle cavità ipogee” della Riserva, come previsto all’atto della istituzione della RNO “Pantalica, Valle dell’Anapo e torrente Cava Grande”, avvenuta con Decreto dell’Assessore al Territorio ed Ambiente nel luglio 1997.

Proprio la pressione antropica rappresenta, per questo particolare gruppo di mammiferi volanti, un fattore di disturbo che ne può pregiudicare la sopravvivenza, per questo, la misura era già stata preceduta: dalla interdizione permanente delle attività di palestra di roccia, e dal ripristino del cancello d’ingresso alla Grotta, eseguito con criteri tali da consentire il libero movimento dei pipistrelli e da impedire quello di visitatori poco sensibili.

In Europa sono attualmente presenti 45 diverse specie di chirotteri di cui 33 stabilmente residenti in Italia. Tutte le specie europee si nutrono di insetti o, in alcuni casi particolari, di piccoli vertebrati (avannotti di pesci o uccelli). I pipistrelli possono essere ritrovati ovunque, occupando una grande varietà di habitat, sono animali tipicamente notturni che si riposano durante le ore di luce all’interno di rifugi chiamati dagli specialisti "roost".

Le tipologie di roost utilizzate sono molto diverse tra di loro e possono essere di origine naturale o antropica. Molte specie utilizzano grotte, cave, miniere abbandonate, edifici e ponti. In base alle caratteristiche dei rifugi e in funzione della stagione, gli stessi animali posso utilizzare più siti nell’arco di un anno.

Proteggere i chirotteri è una necessità sempre più stringente. Le alterazioni all’ambiente naturale provocate dall’uomo stanno causando una drastica riduzione delle popolazioni e lo sfruttamento turistico delle grotte provoca spesso la perdita di buona parte dei rifugi.
Le norma riguardanti la protezione dei pipistrelli sono contenute nella legge n. 157/1992: "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio" -, nella Convenzione di Berna relativa alla “Conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa”; nella Convenzione di Bonn sulla conservazione delle specie migratorie appartenenti alla fauna selvatica; nell’Accordo sulla conservazione delle popolazioni di pipistrelli europei; ed infine nella direttiva comunitaria 92/43/CEE relativa alla Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica.

La conservazione intesa in senso moderno comporta, tuttavia, anche interventi di gestione attiva, ed è per questo che l’Ente Gestore avvierà prossimamente il “Progetto di studio e monitoraggio nella riserva della Valle dell'Anapo delle popolazioni di chirotteri e realizzazione di un percorso didattico divulgativo dedicato”.

Gianni Di Pasquale ha detto...

RICEVO LA SEGUENTE RICHIESTA DA DON LUIGI MAGNANO (Roma):
"...ti scrivo per chiederti se riesci a trovare una fotografia della Madonna della Catena di San Pietro, la cui statua non so più se è conservatat alla Matrice o altrove... c'è un mio confratello della Calabria che vorrebbe vedere come è fatta perché dovrebbe rinnovare la sua e mi ha chiesto se conoscevo statue o immagini della Madonna della Catena... un abbraccio, Luigi"

SE QUALCHE SORTINESE DOVESSE AVERE L'IMMAGINE CERCATA POTREBBE SPEDIRLA, TRAMITE E-MAIL, AL MIO INDIRIZZO CHE SI TROVA SULLA FASCIA LATERALE DEL BLOG.
GRAZIE.

Gianni Di Pasquale ha detto...

Il 25 giugno, nella sala del Cine Teatro Italia è stato presentato il libro.
PENTELITE 2011
L’evento è stato presentato dalla prof.ssa Teresa Gigliuto.
Nel palco si sono alternati diversi oratori che hanno descritto i diversi aspetti del libro.
Tutti hanno svolto il proprio intervento a “braccio” ad esclusione del Prof. Giuseppe Pettinato (che ha curato questa edizione di Pentelite) che ha usato una relazione scritta e ricca di citazioni che riporto qui di seguito:
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Prima parte:

Oh vana gloria de l’umane posse!

di Giuseppe Pettinato

“La letteratura non ha pregiudizi” è scritto in Pentèlite.
Pregiudizio significa “giudizio dato prima”, a priori, senza sapere e produce presunzione, mentre la letteratura vuole conoscere e aiutare a conoscere. Il pregiudizio è quindi anche una mancanza di umiltà. Virtù che certo non manca a tutti coloro che in modo diverso scrivono su Pentèlite o per Pentèlite.
Sembrerà strano ma mai come oggi, nella società del culto dell’immagine e della personalità, la virtù dell’umiltà risulta essere paradossalmente “moderna” e ricercata, invocata e desiderata. Forse stiamo capendo che l’eccessiva attenzione all’”IO” allontana dagli altri e gli altri si allontanano da noi e noi senza gli altri siamo nessuno.
Solo l’umiltà permette sempre una serena ed equilibrata riflessione nel rispetto degli altri e delle altre opinioni.
Sulla terra non esiste una sola verità da noi detenuta presuntuosamente e superbamente che non venga regolarmente smontata dal tempo e dagli uomini.
Il dubbio, segno di modestia, permette sempre una domanda alla quale si cerca una risposta e tutta l’indagine che ne consegue può produrre scienza e letteratura.

Chi fa o si occupa di letteratura dovrebbe costantemente ricordare con Socrate:
“Io so di non sapere”.
E con U. Eco:
“Non bisogna sapere sempre ma sapere all’occorrenza”.
Senza, cioè, ostentare un’inutile istruzione, ma servirsi della personale conoscenza quando è necessario. In questo, in parte, risiede la differenza tra il saccente e il sapiente.
A favore del dubbio Dante stesso dice a Virgilio:

che, non men che saper, dubbiar aggrada.

significa che “il dubitare gli è più grato del sapere perché produce spiegazioni chiare e luminose” (P. Bargellini).
Il dubbio così proposto è atto di umiltà, perché prevede altre verità, e diventa strumento di conoscenza. Non a caso tante opere poetiche nascono da grandi domande.

Spesso qualche occasionale riconoscimento intellettuale o gratificazione sociale ci fa esaltare e aumentare così tanto la nostra autostima da farci insuperbire. Ma conviene qui ricordare, seguendo l’insegnamento dantesco, le parole pronunciate da Oderisi da Gubbio nel canto XI del Purgatorio:

Oh vana gloria de l’umane posse!
com’poco verde in su la cima dura,
se non è giunta da l’etati grosse!

Credette Cimabue ne la pintura
tener lo campo, e ora ha Giotto il grido,
sì che la fama di colui è scura:
(Purg. XI vv 91-96)

Tutto sulla terra è destinato a passare e a rinsecchire come la cima verde dell’albero in autunno o come la bravura dell’uomo destinata a essere superata dalla maestria di qualcun altro (in questo caso Giotto supera il suo maestro Cimabue).
Fine prima perte
nel commento successivo.

(nella copertina di quest, son pubblicate alcune foto della serata)

Gianni Di Pasquale ha detto...

Relazione del prof. Giuseppe Pettinato in occasione della presentazione del libro:
PENTELITE 2011
Seconda parte.
(la prima parte nel commento precedente).

.... Dante stesso, consapevole della sua reale grandezza di poeta, fa dire ancora a Oderisi:


Così ha tolto l’uno a l’altro Guido
la gloria de la lingua; e forse è nato
chi l’uno e l’altro caccerà del nido.
(Purg. XI vv 97-99)

Dante allude chiaramente alla sua superiorità di poeta nei confronti di chi l’ha preceduto, rischiando di peccare di Superbia. Ma così non è, perché in Dante emerge chiaramente la differenza tra la consapevolezza del proprio valore (è ormai poeta affermato e apprezzato nella sua Firenze) e del valore della propria opera e l’essere compiaciuti e vantarsi di essa. A sottolineare questa consapevolezza e l’atteggiamento di umiltà ormai raggiunto ogni volta Dante china gli occhi a terra, abbassando la testa. C’è insomma una differenza tra l’essere consapevole dei propri meriti e l’essere orgogliosi di essi, anche se i confini tra i due sono molto labili.
È ancora Dante che ci ammonisce avvertendoci della vanità della gloria terrena:

Non è il mondan romore altro ch’un fiato
di vento, che’or vien quinci e or vien quindi,
e muta vento perché muta lato.
(Purg. XI vv 100-102)
Un peccato, quello della superbia, che riconosce così vicino agli uomini, e a lui stesso, da indicarlo (insieme alla lussuria e alla cupidigia) come un peccato che impedisce all’uomo di arrivare alla beatitudine terrena e celeste. Infatti una delle tre fiere che gli impediscono l’ascesa al colle illuminato, simbolo della grazia Divina, è proprio il leone allegoria della Superbia. Solo che Dante illuminato e guidato dalla grazia prende coscienza del suo errore e umilmente, riconoscendosi peccatore, chiede aiuto a Virgilio (la ragione umana e messo divino) perché possa aiutarlo a ritrovare la retta via. Non solo ma se Dante non compie questo atto di umiltà non può cominciare quel cammino che lo condurrà finalmente a vedere e conoscere Dio, l’unica e indiscutibile verità.

Ma c’è all’interno di questo canto un altro incontro esemplare che sottolinea la grandezza di chi considera gli altri un bene ed è quello con Provenzan Salvani definito al verso 122 “Presuntüoso”, in vita, ma che seppe umiliarsi nel campo di battaglia per salvare un amico.

Da aspirante Signore si è fatto umile mendicante. Costui è un “esempio di Amicizia, di quel rapporto particolare d’affetto che salva l’uomo dall’orgoglio e dalla superbia, invitandolo al dono gratuito e sincero di sè” (Mattioda, Colonna, Costa). E allora possiamo concludere dicendo che se Dostoevskij affermava che “la bellezza salverà il mondo” stasera possiamo aggiungere che solo l’amicizia può salvare l’uomo dal vano orgoglio e dalla superbia.
Sortino 25 giugno 2011
Fine relazione Prof. Giuseppe pettinato.

(nella copertina di questo post, sono pubblicate alcune foto della serata)

Gianni Di Pasquale ha detto...

Nel commento del 13 luglio 2011
Don Luigi Magnano (Roma) chiedeva l'immagine della Madonna della Catena.
Trovandomi a Sortino (ieri 15 agosto) ho potuto gotografare girettamente la statua esposta nella chiesa di "Santu Peturu".
Le suddette immagini si trovano nella copertina di questo post, e si possono "scaricare" cliccando sulle stesse.

Anonimo ha detto...

eventi. A SORTINO TORNANO LE SUORE, RIAPRE IL MONASTERO DI CLAUSURA
VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2011 13:58 FEDERICA PUGLISI

SORTINO. Il loro sguardo è perennemente immerso nella preghiera e nell’adorazione, ma non nascondono tristezza bensì gioia, la gioia di aver scelto per tutta la vita di vivere in un monastero di clausura. Nel terzo millennio mentre la società che le circonda è piena di problemi e di disagi loro hanno scelto una vita radicale. Sono le undici suore della congregazione delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento che da ieri fanno parte della comunità del monastero Montevergine di Sortino. Una solenne cerimonia per l’arrivo di queste consorelle accolte dagli sguardi incuriosititi dei tanti giovani che hanno affollato la chiesa Madre per la celebrazione. Le undici suore provengono dal Messico, dalla Spagna e dal Brasile, tra di loro ci sono una novizia, due juniores e otto suore che hanno preso i voti solenni. Con il loro arrivo a Sortino andranno a ripopolare il monastero delle benedettine che contava ormai soltanto della presenza di suor Maria Paola e suor Giuseppina. La celebrazione è stata officiata dall’arcivescovo Salvatore Pappalardo, dall’abate benedettino Ildebrando Scicolone e dall’assistente della congregazione il gesuita Arturo Elberti. Ad accompagnare le undici monache anche venti consorelle del monastero di Napoli, che provengono dalla Croazia, dal Sudamenrica, dalla Polonia, dalla Francia. A partecipare alla celebrazione anche la madre federale della congregazione suor Maria e la priora delle benedettine suor Ester. Tra le autorità l’amministrazione di Sortino con il sindaco Enzo Buccheri, il prefetto Carmela Floreno. Presenti anche i cavalieri del Santo Sepolcro. “E’ una gioia immensa- racconta suor Paola – vedere che questo monastero si ripopola. Un tempo eravamo 44 monache poi negli ultimi anni siamo rimaste da sole per mancanza di nuove vocazioni. La nostra vita è felice in adorazione perpetua di giorno e di notte. Ma siamo aperti anche a momenti di preghiera con la comunità e per i giovani e le donne che vogliano conoscere la vita di clausura e chissà magari farne parte”. Durate l’omelia l’arcivescovo Pappalardo ha dato il benvenuto alle suore e ringraziato quanti hanno permesso che questo progetto si concretizzasse. L’approvazione pontificia per l’arrivo delle suore è stata concessa con un decreto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica. ”Comprendo la fatica del distacco –ha detto Pappalardo – perché avete lasciato il vostro monastero per venire a Sortino ma sono sicuro che il vostro servizio alla comunità locale sarà una testimonianza della grazia di Dio per tutti”. La madre federale suor Maria ha espresso la gioia dell’arrivo delle sue consorelle nella comunità delle benedettine “poiché – ha aggiunto – l’amore, la vita di preghiera e di contemplazione di Cristo sia per tutti un esempio da seguire”. Le consorelle che abiteranno al monastero di Montevergine indossano una veste che con i suoi colori richiama la passione di Cristo, “il bianco la purezza – raccontano – il rosso il martirio “. Al termine della celebrazione un lungo corteo ha accompagnato le suore fino al monastero, tra canti e preghiere. Emozionante l’arrivo alla chiesa della badia dove si sono aperte le grate sull’altare per accogliere le suore e separarle dal mondo esterno.

Giornale di Sicilia

Aooooo ha detto...

Aooooo! Viniti cca!

Curriti! Curriti!

Ommi ranni, fimmini schetti e maritati.

Picciotti picciuttetri e criaturi.

Sintiti a mmia!!

Sabbutu 1 e duminica 2 ottobbri a Sciurtinu c’è a sagra ro meli.
M’arraccumannu, n‘mancati nutru…
sciti tutti, (macari u vastuni a scupa), e itivi a fari na passiata a chiazza
pirchì i cosi ca si virunu cu l’occhi, sunu diversi ri chitri ca si
sentunu cuntari ca vucca!
Sciti, visitati e firmativi ‘nne stendi (accussia oggi si chiammunu i bancarelli)…
unni putiti attruvari ogni razia ro “Signuri”.
Attruvati: mpanati che ggiri, che bbrocculi, cu patati e sciputra,
nfigghiulati, cutriruni e pizzoli cu pipi e crastuni…
e tuttu chitru ca v’appitisci e disiati pi nchirivi a panzazza ranni ch’aviti.
Senza cuntari: i cosirusci fatti co meli, i sanfurricchi, u spiritu
re fasitrari, u zibbibbu e tanti iautri cosi ca nni pozzu
ammintuari tutti, pirchì masinnò mi cci vulissi u blog tutto ppi mia.
E n’è giustu, mittemu i cosi che cosi, e i sciaramiri super’e casi,
lassamu macari all’autri nanticchetra ri spaziu pi putiri riri
(s’uvolunu fari), ognunu a soia!
Ora a chiuru cca, m’araccumannu commu supira già rissi; n’mancati nutru,
pirchì n’sapiti chitru ca vi pirditi!
A stu puntu, però, na dumanna mi veni spuntania, mi spiu e vi spiu:
ma a vita ca stamu vivennu, è vita fatta ri sacrifici e stenti?
Se si, ricu iù, ma quantu a durari, sta vita ri sacrifisci e stenti?

Cummintati s’aviti curaggiu.

Gianni Di Pasquale ha detto...

GUARDA E VOTA SORTINO SOCIAL CLUB
l film documentario "Sortino Social Club - Storie di una comunità siciliana emigrata in Australia" di Giusy Buccheri, è in concorso al Viaemiliadocfest, festival del documentario online.

Potete vederlo in streaming a questo link:
http://www.viaemiliadocfest.tv/film-Sortino-Social-Club-Storie-di-una-comunit%C3%A0-siciliana-emigrata-in-Australia-sd-33.html

Se vi è piaciuto potete votarlo, e farlo conoscere ai vostri amici. C'è tempo fino al 15 novembre.

(Attenzione, per votare bisogna inserire il proprio indirizzo e-mail e attendere l'arrivo della password. Con la password si può rientrare sul sito ed esprimere il proprio voto. Se la votazione è andata a buon fine la numerazione aumenta di uno.)

Anonimo ha detto...

Da: Il fatto Quotidiano

Paralizzata per un proiettile vagante: niente risarcimento. E il comune di Catania tace Il primo luglio Laura Salafia viene colpita al collo. L'obiettivo non è lei, ma un pregiudicato. Movente: questione di corna. L'uomo, pur condannato, è nullatenente e quindi non può pagare. Le istituzioni però latitano. L'universìtà solo pochi giorni fa ha stanziato 10mila euro A Catania si spara ancora per le corna. E il rumore dei colpi si perde nel silenzio delle istituzioni. Ma a pagarne le conseguenze stavolta non è né la presunta moglie infedele né l’amante. E’ Laura Salafia, una studentessa colpita accidentalmente il primo luglio del 2010 da un proiettile davanti all’università e oggi paralizzata dal collo in giù. A poco più di un anno si è concluso il processo di primo grado ad Andrea Rizzotti, l’uomo che colpì la ragazza: diciotto anni – due in più rispetto alla richiesta dell’accusa – è la condanna. “Una pena esemplare – commenta Antonio Guarino, fidanzato di Laura – . Ma per noi, purtroppo, non cambia nulla”. Le preoccupazioni della famiglia Salafia adesso sono altre. Un anno di spese mediche in un centro di riabilitazione a Imola costano. E ora che Laura tornerà a Catania avrà bisogno di una casa senza barriere architettoniche. Ma Rizzotti è nullatenente, così per lei non ci sarà nemmeno un risarcimento.

Resta la condanna, esemplare. “Non poteva passare il messaggio per cui chiunque subisca un torto o sia minacciato possa sentirsi autorizzato a sparare in piazza”, ha dichiarato il magistrato che ha seguito le indagini. Quel giorno, infatti, il vero obiettivo di Andrea Rizzotti – dipendente comunale licenziato dopo la vicenda – era Maurizio Gravino. Pregiudicato affiliato al clan Zuccaro, era solito passare nella zona di piazza Dante, dove Rizzotti lavorava, in sella al suo scuoter. Secondo la ricostruzione giudiziaria, il conflitto tra i due sarebbe nato a causa di una vicenda personale: la presunta relazione clandestina tra Gravino e la moglie di un nipote di Rizzotti. Le continue provocazioni del pregiudicato nei confronti dell’ex dipendente comunale avrebbero fatto il resto. Cinque i colpi esplosi da Rizzotti in pieno centro cittadino, a mezzogiorno, e rivolti a Gravino: uno di questi ha però raggiunto Laura al collo, incastrandosi tra la seconda e la terza vertebra cervicale. E rendendo la ragazza paralizzata dal collo in giù.

Tra le immediate manifestazioni di solidarietà alla studentessa, pesano ancora alcuni silenzi. Su tutti, quello del Comune di Catania. L’università si è mossa tardi. A una prima proposta di sottoscrizione da lanciare all’interno dell’Ateneo, il rettore Antonino Recca in un primo tempo non ha dato seguito. Sono caduti nel vuoto diversi appelli da parte del legale della ragazza, Carmelo Peluso, e un’operazione di mail bombing da parte degli studenti etnei. Solo all’indomani della sentenza e quando la sottoscrizione è già stata lanciata dalla famiglia, il consiglio d’amministrazione dell’università ha deliberato l’erogazione di 10mila euro. Promessi dal rettore la scorsa settimana in diretta tv e ancora attesi. Un silenzio prolungato che segue la decisione – non senza polemiche – presa a suo tempo da Ateneo e Comune di non costituirsi parte civile nel processo.

“Io amo Catania – dice Laura dal suo letto a Imola – e non voglio pietà. Vorrei solo che quello che è successo a me possa rendere un po’ migliore questa città”. Nell’attesa del suo rientro, previsto per le prossime settimane, la famiglia e i legali sperano ancora che le istituzioni e i cittadini decidano di dare il loro contributo.

di Federica Motta

Le coordinate della sottoscrizione: Conto corrente bancario presso Monte dei Paschi di Siena Intestato a Laura Salafia Iban: IT 85 F 01030 16918 000001267714

Anonimo ha detto...

Da: Affaritaliani.it

Anonimo lombardo si sfoga alla radio. Il web: ti vogliamo premier
Venerdì, 11 novembre 2011 - 14:39:06
di Fabio Massa
Una lunga telefonata, quella di un anonimo lombardo. Uno dei tanti ascoltatori della trasmissione radiofonica Pane al Pane, su Radiolombardia, per la conduzione di Roberto Poletti. E' un ascoltatore, come tanti altri. Ma la sua analisi colpisce il conduttore, che lo lascia parlare a lungo. E non colpisce solo lui, perché dopo la pubblicazione del video, iniziano a fioccare i messaggi. E c'è anche qualcuno che lo dice esplicitamente: "càndidati, noi ti votiamo". Che l'anti Berlusconi e l'anti Bersani stia per nascere sul web?
IL DISCORSO
"Prima di tutto vorrei esprimere solidarietà nei confronti di quegli operai, padri di famiglia, che sono costretti a dover fare i conti con la povertà. Quello che mi fa ribrezzo sono quelli a Roma che fanno i loro giochetti sporchi. Personalmente dico: non andrò più a votare. Ma mi chiedo: perché la gente che non va più a votare non si organizza e non ci si mette tutti d'accordo per avere una sola voce che blocchi l'Italia? Una volta tanto riflettiamo con la nostra testa.
Vi racconto una cosa: ho avuto un problema nella mia ditta. Sono andato al sindacato. Sapete che cosa mi hanno detto? Percepisci lo stipendio, quindi stai zitto. Non posso accettare questa idea. Non posso accettare che io personalmente debba scegliere se spendere 10 euro per un pezzo di carne o se comprare scarpe ai miei figli. Non capisco perché gli italiani debbano sempre stare piegati, accettando qualunque cosa. Io non posso accettare il fatto che non riesco a mangiare mentre ci sono loro (i politici) che si trastullano. Personalmente non sono ancora alla canna del gas, ma ci arriveremo tutti quanti ben presto. Chiedo a tutti gli italiani: fermiamo quest'Italia. C'è gente in Italia che non arriva alla metà del mese. La gente compra una casa e ne paga cinque. E alla fine ci vengono a dire: tiriamo la cinghia. Ma vaffanculo.
Silvio Berlusconi ha fatto le sue cazzate. Ma a me non me frega più niente. La verità è che non posso per i loro sbagli pagare io. Un operaio alla terza minchiata va a casa. Perché loro continuano? Prodi si nasconde dietro a Bersani. Ma questa gente sono italiani, si sentono italiani? Dov'è il rispetto nei confronti degli italiani? Vedo i nonni, che dopo aver sudato, lavorato, e spaccato la schiena per una vita intera devono ancora mantenere i figli con i nipoti. Perché? Perché lo Stato non ti dà la possibilità di crescere. Gli imprenditori devono chiudere. Le scelte dei politici mandano in merda famiglie intere. La gente continua a lamentarsi. Ma basta: facciamo qualcosa di propositivo. Quando si renderanno conto che il mulo alla fine scalcia, forse capiranno. Basta parlare, è inutile parlare. Qualunque cosa dici, alla fine è lo stesso. Domani si ritornerà, con la morte nel cuore, per me che ho 30 anni e 4 figli, alla consapevolezza che non potrò garantire nulla. Ci sono genitori che riescono a comprare la loro casetta e la lasciano ai loro figli. Io non gli lascerò niente, perché arrivo a fatica a garantirgli il vestito, il pezzo di pane in più. Ma sai che giramento di coglioni, andare alla Esselunga e vedere che il filetto costa 9 euro e io non posso permettermelo? Passo davanti ai ristoranti e giro la faccia dall'altra parte perché non posso permettermelo. Tra bollette, mutuo, rate per la macchina, non si può fare niente. E poi ci si domanda perché il Paese è paralizzato? Ragioniamo. Non possiamo fare la guerra tra poveri. Poi sento i discorsi dei padani: facciamo la scissione. Tutte cazzate. Ma chi si immagina un "Trota" in Europa a rappresentarci? Ti immagini un Bersani a rappresentarci?

Gianni Di Pasquale ha detto...

Caro anonimo, non lo hai detto, ma pubblicando lo “sfogo” dell’ascoltatore di Radiolombardia, credo che tu condivida le sue argomentazioni. Quindi, non potendomi rivolgere al suddetto ascoltatore mi rivolgo a te (anche se è molto difficile dialogare con un anonimo…). Lo “sfogo” che hai pubblicato, è umanamene comprensibile. Quello che non condivido, e non condividerò mai, sono le generalizzazioni (altrimenti “tutti i siciliani sono mafiosi”). Quando, si fa di ogni erba un fascio (politici, sindacati, destra, sinistra, Prodi, Berlusconi, Bersani, il “trota”) si rischia di legare assieme pagliuzze e travi. A mio parere, quando oggi si parla di situazione politica e finanziaria si tende (forse è sempre stato così) a ingigantire la “pagliuzza” degli altri e non si vede la propria “trave” . Questo è sempre successo nel mondo delle opposte tifoserie di calcio ( la stessa azione viene vista in due modi diametralmente opposti) , ma ai giorni nostri succede anche in politica.
Se potessi dare un consiglio all’ascoltatore radiofonico, è quello di non lasciarsi prendere dallo sconforto. Partendo dal principio che in ogni comunità (dal condominio allo stato) per forza si deve eleggere un amministratore quindi, piuttosto che disertare, è meglio PARTECIPARE a questa scelta. Per partecipare e fare una scelta oculata occorre CONOSCERE. Per conoscere ci vuole l’INFORMAZIONE e l’informazione la si deve cercare con costanza e pignoleria (i mezzi non mancano, spesso manca la voglia e la volontà di farlo). Quando si conosce e si è informati, ci sono buone probabilità che si faccia la scelta giusta in linea con i propri INTERESSI e la propria POSIZIONE SOCIALE.
Voglio terminare con le parole di una canzone del compianto Giorgio Gaber.
"…La libertà non è stare sopra un albero, non è neanche un volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero.
Libertà e PARTECIPAZIONE…"

Anonimo ha detto...

Punti di vista!

Il Blog Sortino Social Club di Giusy Buccheri ha detto...

18 novembre 2011
Con 395 voti, Sortino Social Club si conferma terzo tra i trenta documentari in concorso per il premio del pubblico al Viaemiliadocfest…
Grazie a tutti quelli che ci hanno votato e che ci hanno fatto conoscere agli amici. Un ringraziamento speciale a chi ci ha voluto lasciare commenti e impressioni sul film.

Ammammaluccatu ha detto...

Salvo il “muro” della poetessa Alda Merini
Scritto da Francesca Santarelli in notizie il 20/12/11

Il “Muro degli Angeli”, ovvero l’intonaco del muro della casa di Alda Merini (1931-2009) in cui sono segnati come su un quaderno moltissimi suoi pensieri, note, disegni, è salvo. Il Comune di Milano, per voce dell’assessore Boeri, l’ha appena comunicato alla figlia di Alda Merini, Barbara Carniti, che pochi giorni fa aveva lanciato l’appello per salvarla dalla ristrutturazione della proprietaria dell’appartamento, in cui la Merini era in affitto da tutta una vita. Ancora solo parole, ma l’impegno è stato preso e noi ne siamo molto lieti.