venerdì 7 dicembre 2007

08-CURIOSITA'

QUESTA E' LA STANZA DELLE CURIOSITA'
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IN QUESTA STANZA POTETE CHIEDERE O RACCONTARE
CURIOSITA' VARIE
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6 commenti:

Gianni Di Pasquale ha detto...

UNITA' DI MISURA
IN USO A SORTINO:
----- GRANAGLIE: ----
COPPU = 930 grammi.
MUNNIU = 3,72 Kg (4 coppi).
DU MUNNIA = 7,44 Kg.
TUMMULU = 14, 88 Kg ( 2 du munnia = 4 munnia).
SARMA = 238,08 Kg. (16 tumula ).
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-----TERRENI---
COPPU = 134 mq
MUNNIU = 536 mq (4 coppi).
TUMMULU = 2144 mq (4 munnia).
SARMA = 34304 mq (16 tummoli).

Gianni Di Pasquale ha detto...

Qualche tempo fa ho trovato il seguente elenco di dote.
L’ho copiato così com’era scritto (errori compresi).

Carlentini 9.3.1893
io Cammarata Peppe ca binerizione di Diu
e di tutti i santi
dogno in dote a mio figlio Turi chiddu ca scriu.
4 tumini di terra a panculi.
1 scecca e un puditru.
1 carrettu con tutti larmiggi e li cosi ca serbunu pi laurari a terra.
1 pastranu.
1 paraqua
1 paiu di vertuli.
1 piritera a tubu.
1 piritera a cannolu.
4 funni di napuliuna
4 a sciurtinisa.
4 magliuni ri lana.
4 duzzini di quasetti accattati.
4 fatti a manu.
4 duzzini di fazzuletti diversi.
6 camisi fini.
4 camisi pisanti.
1 peza di roba pi fari cusiri camise.
4 causi usati.
4 novi.
2 pezzi di roba pi cusiri causi.
2 bunachi.
1 vestitu di spusaliziu cucitu dal custureri.
2 scarpuna fatti fari a Vizzini.
2 scarpini pi nesciri.
2 lacacci.
2 fasci per luttu.
2 ferma mustazzu.
Quello che serve pi farisi a barba
e pi fumari a pipa.
Firmato Cammarata Peppe

Gianni Di Pasquale ha detto...

Nota di dote del 1939 (dal
libro “Il volo).

Nota di dote che i genitori Tuccio Francesco e Ragaglia Gaetana si obbligano di dare alla loro figlia Sofia.

> Una casa e mezza.
> Dieci pecore.
> Mezza salma di frumento.
> Mezzo cafiso di olio.
> Rame così composto: due pentole , una grande e una piccola. Due padelle , una grande e una piccola . Una casseruola . Un braciere . Un pricciatino . Un bucale.
> Un armadio secondo lo stile .
> Una credenza movibile.
> Quattro materassi unico tipo.
> Una cuttunata imbottita di casa.
> Una coperta di lana.
> Un vancali di lana.
> Quatto coltre : Una giappunesa , una a tragito , una bianca e una di seta.
> Venti lenzuola compresi tre corredi.
> Venti guanciali.
> Venti tovaglie comprese quelle di (.....) e di pane.
> Venti salviette .
> Mezza dozzina di salviettine da caffè.
> Venti camicie .
> Venti paia di mutande
> Venti paia di calzette .
> Mezza dozzina di fazzoletti di testa .
> Due dozzine fazzoletti di (....).
> Quattro matinè .
> Sei sottane .
> Una veletta e una sciarpina.
> Uno scialle di lana.
> Un tappeto per la tavola quadrata.
> Sei sacchi: quattro grandi e due piccoli.
> Una tovaglia di lana per lavare.

La fidanzata vestita di festa e di settimana secondo la sua condizione.
Sortino 14 aprile 1939

Anonimo ha detto...

Quando mio nonno San Giuseppe parlava della sua vita di giovane accennava a monete delle quali non ho mai capito il valore. Diceva per esempio che una tal cosa costava "tri tari' o cinque "tari'". C'e' qualcuno che ne sappia il valore? Enzo B.

Gianni Di Pasquale ha detto...

Un'Onza Siciliana (anche detta Oncia), moneta d'oro per eccellenza e unità di conto del Regno, fu fatta pari nel 1860 a circa 12 lire e 75 centesimi (per l'esattezza lire 12,74611). Il valore intrinseco della moneta era superiore a quella napoletana cui era collegata, ma il legislatore fissò quelle parità in modo irreversibile (un po' come è avvenuto di recente tra lira ed euro, con le "fregature" che derivano sempre in questi casi). Detta Onza aveva un suo simbolo grafico, un po' come la £, il $ o l'€, ed era simile ad una V coricata su un fianco e con una delle due gambe arrotondata (quella in basso) e l'altra retta (quella in alto); essa si suddivideva in 30 Tarì (d'argento), 600 grani (di rame) e 3600 pìccioli (unità di computo minima). Un tarì, pertanto, equivaleva a 0,42487 lire del 1860 e si suddivideva in 20 grani e 120 piccioli. Il Tarì, più pratico e diffuso dell'Onza, ne aveva lo stesso simbolo ma con la gambetta inferiore segnata da un taglietto. Il grano, ancora, corrispondeva a 0,02124 lire 1860 e si divideva in 6 piccioli. Il picciolo, infine, corrispondeva a 0,00354 lire 1860.
(DAL SITO:
http://www.laltrasicilia.org
/modules.php?name=News&file=
article&sid=569)
Nulla si crea, tutto si copia e... incolla....

Unknown ha detto...

U priciatino come si dice in italiano?