venerdì 7 dicembre 2007

15-PERSONAGGI SCIURTINISI

QUESTA E' STANZA DEI
PERSONAGGI SCIURTINISI
1-BRASI L'ORBU
2-CIANCIANEDDA
3-'NTONI
4-'NZULU C'UN'OCCHIU
5-PASTASCIUTTA
6-PERI 'I VACCA
(Clicca sull'immagine del libro)

PERSONAGGI SCIURTINISI
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7 - U LUPPINARO - PADRE
(la sua storia non è stata ancora scritta)

foto Giuseppe Rio

8 - U LUPPINARU - FIGLIO
(solo foto)

foto gianni dip
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9 - Peppino Altavilla
(la sua storia è scritta nei commenti)

foto gianni dip
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10 - U parrinu Marruggiu
( la sua storia è scritta nei commenti)


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11 - M'abbruciu
( la sua storia è scritta nei commenti)

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20 commenti:

Anonimo ha detto...

veramente di personaggi che hanno,per certi aspetti,lasciato un ricordo,ce ne sono tantissimi:ve descrivo uno che è stato chiamato in causa di recente:Il famoso frusciatina,cioè u iocofucaru;Di nome faceva Pane Sofio,figlio di don zulu Pane e di mamma Adorno,figghia di don Michele Adorno,mastro-ferraio ed anche maniscalco.Il nostro Sofio,ormai defunto,era un ottimo artigiano-falegname,ma la sua vocazione erano i giuochi pirotecnici.Ha vinto diversi concorsi, ed appunto in queste gare fece scalpore un fatto del tutto eccezionale,che neanche Lui si rendeva conto:quanto si inseriva la bomba nel mortaio,(a miccina )aveva bisogno di essere accesa e subito dopo inserita nel mortaio;la bomba partiva e arrivata ad una certa altezza scoppiava;tutto nella norma,ma un sistema non programmato,ma rivoluzionario fece saltare tutti i sistemi che imponevano il minimo di sicurezza,imposti dalla legge..Mistero.Torniamo indietro;il mortaio,che altro non era che un tubo di ferro che veniva fissato ad robusta base di legno,mediante (chiovi uttantini),uno di questi chiodi andò a piazzarsi al centro del mortaio,per cui dopo lo sparo delle prime bombe diventò incandescente con il risultato che non ci fù più bisogno di accendere la miccia,ma in modo incredibile le bombe si alzavano in area con ritmo accelaratissimo,sollevando prima fra il pubblico e poi dalla commissione festeggiamenti un coro di applausi e di congratulazioni Questa invenzione ,provocò tanta invidia da parte della concorrenza,ma Lui scherzandoci sopra,ne fece un brevetto personale.In tutta la sua carriera,perchè abbandonò completamente quella di falegname,non si sono verificati incidenti disastrosi,tranne qualcuno che in seguito vi racconterò.Non vi sembra un personaggio di essere raccontato?Per quanto concerne don Gaetano (tunachetra) persona intellingente e ottimo artigiano,a torto o a ragione ,se raccontono tantissime.Però come diciamo qui,a Sortino (unni manga Diu pruvviri.) Alla prossima Nunzio

Anonimo ha detto...

Ho letto la "storia" di Frusciatina, che cosi' amabilmente ha raccontato l'amico Nunzio e vi confesso che, essendo talmente sensibile alle storie dei sortinesi, vissuti durante la nostra gioventu', mi sono sentito emozionato. Io conoscevo a Frusciatina come "iocufucaru" e come persona dignitosa e amichevole. Durante i miei molteplici viaggi a Sortino, andavo a trovarlo perche mi piaceva sentire le storie su certi paesani e su Sortino, le quali lui raccontava aggiungendo la sua coreografia. Ho diverse foto di lui. Una che mi e' rimasta a cuore, risale al 1977(????) quando lui ebbe l'incarico di preparare le "pignate" per ceelebrare la festa dell"Assunzione. Il nome Frusciatina appare in una delle mie poesie (su Sortino). Un'altra persona degna di ricordare e' Don Peppino Ciancianedda. Se qualcuno ha dei ricordi e vuole condividerli, io ne saro' grato.

Gianni Di Pasquale ha detto...

Caro Enzo Boscarino, non ricordo più la fisionomia di frusciatina.
Che ne diresti di mandarmi le foto, in modo da inserirle nella galleria delle facce dei paesani?
Per quanto riguarda CIANCIANEDDA, anche per lui i miei ricordi sono un pò sfumati.
Lo descrive molto bene Giuseppe Rossitto nel suo libro "SORTINO NEI SOPRANNOMI".
Avrei voluto trascriverti quanto che è scritto nel libro, ma sono quasi cinque pagine, quindi ho pensato di fotografarle e riunirle in una ...foto-galleria che troverai nella ...porta di questa stanza.
Se hai già il libro, questo ...lavoro potrà essere utile per chi non ce l’ha.
La scorciatoia adottata, mi sembra che funzioni abbastanza bene, e in futuro potrà essere utile per altre parti di questo o di altri libri che vorremo ricordare.

Caro Enzo, che ne pensi del nostro campione ...astronomico? Ho l’impressione che a Sortino pochi conoscono le prodezze di questo ragazzo.
E’ proprio vero (non so scrivere la frase latina) che “nessuno è profeta in patria”.

Anonimo ha detto...

Ciao Gianni;
Infatti ho il libro di Rossitto. Nei cappuccini era Padre Ilarino,abitante in Via Magenta, vicino di casa mia. Suo padre, barbiere dal soprannome Peppaianu, avrebbe dovuto conoscere tuo padre, perche' anche lui abitava nel quartiere BRONX di New York. Ritorno' a Sortino e apri' il salone in corso Umberto,sotto la casa originale del Dott. Sposetti, accanto alla sede del Partito Comunista a due o tre porte dalla Via SS Annunziata. Il fratello Nuzzo Rossito era un carissimo amico, sposato con Mirella Serges, del conosciuto Bar di fronte a Sa'MMastianu. Siccome Peppaianu era anche Saristanu di Sa'MMastianu, Io e Nuzzo suonavamo le campane di detta chiesa nell'occasione di qualche festa o qualche messa funeraria.Lo troverai a Nuzzo nella foto che ti ho inviato dei PP Cappuccini. Per quel che riguarda il nostro campione astronomico mi da un grande senso di orgoglio essere sortinese e sapere che Sortino ha "prodotto" tanti personaggi e tanti "cervelli" capaci di arrivare ad altezze ineguagliabili. Sortino e' quello che e', un grande paese. Al campione i miei piu' sentiti auguri e che sia ad multos annos.Cerchero' le foto di Frusciatina e te le inviero'.

Anonimo ha detto...

Don Pippino ciancianetra.E' stato un personaggio più unico che raro,Perchè?Ma perchè non è facile imbattersi in un personaggio che era tutto ed il contrario di tutto.Era povero,ma era ricco;era sporco ma era pulito;beveva qualche poco di vino ma non fu mai visto ubriaco;nella sua assoluta povertà,faceva elemosina;non ha mai chiesto elemosina a nessuno,al contrario erano le persone che in modo garbato e senza farglielo pesare gli regalavano qualche indumento,specialmente d'inverno quanto era necessario coprirsi.Di cognome si chiamava Cianci,ma in paese era don Peppino ciancianetra.Raramente si lavava,ma era pulito e quanto andava in qualche osteria,sempre con modi educati,chiedeva per favore di lavargli il bicchiere per evitare di prendere qualche infezione.Abitava in via Regina Margherita aratapasqualetri.Gli Assenza(i pappaassemza) gli avevano dato in comodato d'uso, una piccola stanza dove Lui aveva scavato una fossa e d'inverno,con delle frasche che aveva raccolto nella giornata accendeva un piccolo fuocherello.Non potete immaginare il fumo che provocava,ma per lui era una necessità,in quanto era necessaria per scaldarsi e passare la nottata.Come tutte le cose belle,inesorabilmente finiscono.Gli fù tolta la casa. Ogni angolo era buono per riposare.L'allora Sindaco di Sortino,Avv.Sebastiano Papa,mosso da compassione gli fece dono di una casa,compreso la rete ed il materasso;bruciò tutto e tornò alle origini.Io abitavo a cinquanta metri della sua prima dimora e qualche volta,ma raramente, ci raccontava anche delle storielle.Pendevamo dalle sue labbra,perchè non ci azzardavamo contraddirlo.Tutti cani gli correvano dietro perchè nella sua assoluta povertà dava da mangiare ai cani randagi,forse perchè nella sua filosofia reale li considerava colleghi.Era stato emigrante in America,era stato sposato,si diceva che aveva avuto pure dei figli,ma nessuno mai venne a trovarlo.Morì solo, presso l'ospedale pischiatrico di Siracusa.

luisor ha detto...

Io lo ricordo,girava con un pesante cappotto e spesso veniva dileggiato dai bambini, ma non solo. Il sindaco Papa da buon amministratore gli fece avere una casa, lui bruciò tutto. Alla gente piacque immaginare che avesse dato fuoco a tutto volontariamente, ma chissà se davvero fu così. Non saprei dire quanto la sua fosse bizzarria e quanto invece "normale" degrado.

Gianni Di Pasquale ha detto...

Quindi, caro Enzo Boscarino, Giuseppe Rossitto è (o era)il figlio di Peppaianu?
Nel libro, alla pagina 253, il Rossitto parla di questo soprannome, non lasciando trasparire, il fatto che sta parlando prima di suo nonno ("un tale Rossitto agricoltore ...... che visse tra il 1850 e il 1930") e successivamente di suo padre Vincenzo Peppaianu nato nel 1890 ("il quale ripeté e sublimò la notorietà musicale del padre”).
La storia di Vincenzo Pappaianu, mi ha sempre appassionato dal primo giorno che l’ho letta.
E quando nel nostro blog ho inserito la stanza “L’ISOLA DEI FAMOSI” , dedicata a personaggi sortinesi che si sono resi famosi nel mondo, pensavo proprio alla storia di vita del nostro compaesano, che arrivò a suonare perfino alla radio di Melbourne.
Per far conoscere, a chi non ha il libro, la storia di Vincenzo Peppaianu e di altri, in futuro penso che inserirò nella suddetta stanza qualche altra foto-galleria delle pagine di questo bellissimo libro. Intanto c'è un video pubblicitario del Sortinese, Sebastiano Pitruzzello, "re" dei formaggi un Australia.

Nella foto dei ...capuccinetri ho visto il tuo amico Nuzzo.

A proposito di Frusciatina, a pagina 92 del libro, si parla anche di lui.

Anonimo ha detto...

Carissimi,giusto una piccola aggiunta:Peppaianu col suo amico di cui non ricordo il nome,erano regolari a casa mia, na putia di mio padre.
Se so contare fino a dieci in inglese lo devo a Peppaianu!
Alla fine di ogni concerto(non scherzo!) si finiva sempre col "Brindisi della Traviata!".
Per quanto riguarda la storia del Debutto nella radio Australiana posso aggiungere che noi viviamo a una ventina di Km dal posto originale dove"Peppaianu ed il Signor Giaccotto,papa' di Arturo,suonarono mandorlino e chitarra per l'ABC.(Australian Broadcasting Commission).Saluti a tutti e Buon Natale.

Anonimo ha detto...

Caro Gianni,hai lasciato l'ultima scoperta sui personaggi particolari che si sono distinti o che gli sono stati affibiati dei soprannomi,veri o presunti.Il tuo (brasi l'orbu),per la verità non rientra nella mia conoscenza,ma può anche darsi che qualche vuoto di memoria,mi tradisca.Tutto è possibile,anzi direi naturale.Mi informerò e darò pubblico commendo se è veramente esistito.Mi sorge però un dubbio:veramente di (orbi)a Sortino non è che non ce ne siano,anche in senso metaforico,ma può trattarsi di omonomia,o semplicimente del nome che invece di chiamarlo brasi,può anche darsi che si chiamasse,per esempio (putru)del quale io posso testimoniare,che è veramente esistito.Ma come faccio........si tratta del padre di un mio carissimo amico e non vorrei che si aprisse qualche noiosa discussione;ad ogni modo:Il mio si chiamava Putru l'orb,ma perchè in effetti la vista non lo aiutava molto,anzi,con la scusa che non ci vedeva bene quando doveva pesare qualche prodotto.vedi un sacco di carrubbe,un sacco di mandorle o un sacco di grano,a Lui risultava sempre di peso inferiore e allorchè il proprietario,lo contestava sul peso in meno,con tutta la calma che gli era congeniale,chiedeva scusa motivando il peso sbagliato con il difetto della vista.Originale,non Ti pare? Ma anche un pò furbo.Il soggetto in questione faceva il mediatore e si arrangiava come meglio poteva per guadagnare il pane quotidiano.Di cognome si chiamava Bongiovanni.Scusami,ma io ti voglio sollecitare a ripetere questo soprannome,vedrai che affiorerà nei tuoi ricordi che ti porterà indietro nel tempo e forse ci troveremo d'accordo.Sai?......Nessuno è depositario di verità in senso assoluto.Un caro saluto a Te e Rita.A presto

Gianni Di Pasquale ha detto...

caro anonimo,
Per tutto quello che si dice, nella foto-galleria, su BRASI L'ORBU, mi sono limitato a "fotografare" le pagine del libro di Giuseppe Rossitto (le hai viste?).
Io non lo ricordo, anche perché sarà stato un "personaggio" dei primi anni del 900, infatti il Rossitto, nel corso della descrizione afferma "Gli anziani del paese mi dicono...", quindi penso che neanche lui lo conoscesse. Una “prova” della sua esistenza comunque, potrebbe anche essere lo schizzo che ne ha fatto Gioacchino Bruno riportato nelle stesse pagine.
Leggendo il libro “Sortino nei soprannomi”, mi sono fatto l’idea che, Giuseppe Rossitto, nelle sue ricerche, fosse una persona molto scrupolosa, e anche un bravo letterato. Bellissima la frase, riferita a Brasi: “.... bagnava di sudore non visto il pane di ogni giorno”.

Cari amici del blog, ogni tanto visitate (e se ne avete voglia, commentate) le foto-gallerie, perché spesso ci sono nuove foto e personaggi.
Uno dei prossimi personaggi (tratto sempre da solito libro) sarà: 'NTONI.
Ciao tutti.

Anonimo ha detto...

Approfitto della stanza dei personaggi sciurtinisi ,per chiedere a Enzo Boscarino il suo indirizzo di posta elettronica.Oggi mi ha telefonato mia cugina Maria Salonia,a figghia do maestro Guercio e ci siamo soffermati,appunto sulle molteplici iniziative che il nostro Enzo riesce a organizzare per mantenere,per quanto può,la comunità sortinese negli Stati Uniti d'America.Nello stesso tempo approfitto per inviare a tutti i sortinesi che vivono nei vari continenti,i più sinceri auguri di Buon Natale e un sereno e felice Anno Nuovo.Auguroni Nunzio e Paola Cartelli

Anonimo ha detto...

Caro Anonimo
Ho letto il tuo post sulla telefonata di Maria Salonia, tua cugina. Maria e' una bravissima e gran bella signora. Ci siamo visti diverse volte, ma per motivi che trascendono ogni immaginazione, non la vedo da un po' di tempo. Me la saluti quando parli con lei. Se vuoi scrivermi, questo e' il mio indirizzo presso l'universita: boscarinovin@ccsu.edu. Salutissimi e buone feste.

Anonimo ha detto...

Che il libro sui soprannomi, costruito pazientamente,dal compianto P.Rossitto, abbia messo in moto un risveglio di quello che era passato nel dimenticatoio,sicuramente è stata un'idea e un progetto meritorio.Di questo gli dobbiamo ,riconoscenza e pubblico ringraziamento.Grazie P.Rossitto da parte di tutti i sortinesi.Veramente non da tutti, perchè qualcuno si è anche offeso.Però è altrettanto vero che ha stimolato la nostra memoria a ricordare personaggi più o meno strani che sono stati,a volte dileggiati,messi alla berlina e diciamolo pure anche crudelmente sfottuti..Ma chi si ricordava Ciancianetra?Chi Zulu cunocchia?Chi Toni? Chi era Pippino pastasciutta?ecc.Però e anche vero che ognuno di noi, ha un ricordo che definirei molto soggettivo,per cui non si raccorda con le descrizioni fatte da altre persone,che a modo proprio lo vede con un ottica diversa.Ma questo non mette in discusssione l'opera del Rossitto,anzi io penso ,che la arricchisce di più notizie,anche se frammentarie,ma nello stesso tempo focalizza più nitidamente la stranezza del personaggio,arricchendolo di particolari che forse sono sfuggiti o non sono stati rammentati nella sua autenticità.Infatti l'autore dichiara che da una ricerca alquanto laboriosa,si è servito,dalle reminiscenze di coetanei o da ricordi di generazioni più avanti negli anni.Però non possiamo fermarci,dobbiamo andare avanti alla ricerca di oggetti e di soggetti che hanno fatto la storia della nostra Sortino. Però,se me lo consentite,la ricerca non và fatta solo in una direzione,io consiglierei di allargare le descrizioni di personaggi che si sono spesi nell'interesse e allo sviluppo della nostra società.Scriviamo,perdiamo un pò di tempo ,perchè notizie che di primo acchitto possono sembrare banali, nel tempo ,saranno preziose.A tutti un carissimo saluto da Nunzio Cartelli

Gianni Di Pasquale ha detto...

Caro Nunzio, dopo i personaggi “strani”, come giustamente hai suggerito, ho intenzione di inserite nel blog vite e storie di nostri compaesani “sciurtinisi no munnu” del passato o attuali che, con il loro operare, si sono resi famosi o hanno fatto conoscere il nostro paese. Sto raccogliendo materiale riguardante alcuni (Sebastiano Pitruzzello, Vito Mangiameli, Carmelo Raiti, Gaetano Mario Columba, ‘Nzino Giaccotto ) che per primi mi sono venuti in mente. Ma è un “lavoro” che vorrei fare con la vostra collaborazione. Mi piacerebbe ricevere nomi e notizie di personaggi da inserire nella nostra stanza 14 “L’ISOLA DEI FAMOSI”. Dove già potete trovare la vita di Vincenzo Rossitto inteso “Peppaianu” e, in attesa di altro, un video pubblicitario del nostro Sebastiano Pitruzzello (oggi è il 20 gennaio, auguri a tutti Sabastiani).
Tu, caro Nunzio, che sei la memoria storica dei Sortinesi nel mondo, sicuramente potrai suggerire svariati nomi e vite.
Certo già il solo fatto di aver dovuto lasciare le nostre radici e trapiantarci, con pazienza e duro lavoro, in un’altra località, fuori Sortino, ci darebbe il diritto a un posticino “nell’isola”, ma dobbiamo pur cominciare con qualcuno e, senza fare antipatiche graduatorie “popoleremo” questo spazio virtuale con persone man mano che verranno in mente o segnalate.
Aspetto, segnalazioni, foto e documenti.
Un caro saluto a tutti, loghi e curti.

Nunzio Cartelli ha detto...

Oggi è la volta di scrivere su un personaggio,che per le sue peculiari caratteristiche merita di essere inserito nel mondo dei personaggi sortinesi.Giuseppe Altavilla,Peppino per gli amici e siccome noi siamo amici ,dietro sua esplicita autorizzazione,lo chiameremo Peppino.Nasce a Sortino il 17/03/1930,allora le nostre mamme partorivano tutte a Sortino,con l'aiuto delle famose levatrici,o donna Gilorma o da donna Lina;anche Peppino,figlio di Ciccino Altavilla e di Marietta Cartelli,intesa come Marietta a pustina,nasce a Sortino.Il padre Ciccino di mestiere era calzolaio,ma muore giovane e lascia la moglie vedova con sei figli.Non si può dire che don Ciccino non abbia contribuito a ingrementare la popolazione del nostro paese.I figli si chiamavano,andiamo in ordine decrescente:Vincenzino,sarto,Concettina,Antonino,il nostro caro Peppino,Ciccino e ultimo Renato,funzionario postale.Quindi sei figli,sei bocche più una da sfamare;a ognuno di questi figli viene assegnato un lavoro;a Peppino che è il nostro protagonista viene mandato a bottega a fare il( biciclettaro )presso don Minuzzo u scupitteri che oltre a affittare biciclette esercita il mestiere di armaiolo,stimato e conosciuto per la sua abilità,non solo a Sortino ma in tutta la provincia.Peppino fino a 17 anni porta qualche cosa a casa ,oltre a essere ospite presso lo zio armaiolo.Subito dopo inizia a fare il postino e quindi avendo più tempo ,comincia a frequentare l'ambiente musicale da dove non acquisisce nessun elemento didattico,per sua stessa ammissione,e quindi non conosce cosa sia una semibreve, una minima , una semimina ecc.però......però a questa grave lacuna viene in aiuto il suo acuto orecchio che sostituisce in modo eccellente la sua indiscussa musicalità e bravura per esibirsi,ma solo con strumenti a percussione e cioè:piatti,grangassa,tamburo ecc.tantè che la madre riconoscentogli questa sua passione gli compra, a rate naturalmente,una fiammante batteria per cui viene richiesto in tutti complessi che gravitano nel nostro circondario.Peppino possiamo considerarlo musicologo a pieno titolo,non senza dimenticare che a questa attività,svolge con diligenza il lavoro di postino.Auguri e ringraziamenti a Peppino per le tante serate che ci ha fatto trascorrere allegramente.

Gianni Di Pasquale ha detto...

A proposito di personaggi Sortinesi...
Qualche tempo fa, su Facebook, Giuseppe Vinci, ha raccontato questa storia su un personaggio Sortinese, molto interessante e con un tragico finale.
Autorizzato dall’autore, la voglio riportare in questo post così come l'ha scritta lui:

U PARRINU MARRUGGIU:
Esiste una leggenda metropolitana, post morte, che vi sto a raccontare. Lui abitava in Via Pompei, Lo stabile in cui viveva, aveva delle sembianze borghesi, edificio nobiliare con veranda rialzata prospiciente "u spidalettu". In seguito alla morte questa dimora subì vari atti di teppismo ed era per i ragazzi del tempo luogo di misteri e di accoppiamenti vari. Dopo molti anni la struttura quasi crollò fino a divenire un rudere. Un nostro concittadino acquisita la proprietà iniziò i lavori per conformarsi alle abitudini del tempo; fine anni 70, “fari a appartamentu pe' figghi fimmini ”. La ditta ( a squatra) iniziò i lavori di scavo, con il forte sospetto; conoscendo u parrinu, che in qualche angolo recondito della casa potesse nascondersi un tesoro. E fu così che un giorno mentre tutti i lavoranti armati di "pala e picu" lavoravano all'occhiu u suli, si senti urlare un operaio, "U tisoro U tisoro,U tisoro do parrinu marruggio!!! Accorsero in tanti, vicini di casa compresi, con la speranza di poter partecipare alla spartizione di questa "fortuna". Ma la speranza fu vana in quanto vero è che furono trovate delle "quartare" piene di soldi, ma ahimè il denaro era fuori corso, dall'iperspazio.
Premetto, che il Marruggio non fu mai parroco, fu semplicemente un sacerdote del capitolo della Collegiata della chiesa Madre ed è sepolto nella tomba del clero di Sortino realizzata nel 1910.
Si racconta che una volta ci fu un episodio della gallina RUBATA e nascosta sotto la tonaca. La scena: u parrinu Marruggiu sull'altare che celebra la messa.
Presenti: u parrinu Blancatetru, u saristanu e i fedeli.
Durante la celebrazione mentre il Marruggio solleva le braccia si scopre la testa penzolante della gallina. U saristanu, molto attento, lo avvisa cantando, in "Gregoriano maccheronico":
E CALATI IL TONACONEEE ..... CHE SI VEDE IL POLLASTRONEEEEEEEE
Risponde u parrinu Marruggiu, sempre cantando:
HAI FATTO BENE A PARLARE IN CIANFARI PER NON FAR CAPIRE NIENTE A QUESTI NTONTARIIIIIIIIII
Chiude la scena u parrinu Blancatetru che con una vocina flebile canta...
AMENNNNNNN.

Un'altra volta il canonico Marruggio celebrava la messa, e siccome era finito il vino, “u saristanu” aveva messo dell'aceto nell'ampollina.
Dopo la consacrazione, il Marruggio beve dal calice e cantando dice al sacrista in latino maccheronico:
CHISTU E ACITU ACITOBIS
”u saristanu arrispunniu”:
O CHISTU O NENTIS.

Si narra che il mitico Marruggio, amava sollazzarsi in questa sua verandina indossando la tunica d'ordinanza, ma mettendo via tutto ciò che potesse essere sotto, della serie "sotto il vestito niente!", mostrando agli ignari passanti la "grazia" di Dio. Pare che sia fondata questa testimonianza poiché più di una persona l'ha confermata dalla serie “ci fa pigghiari aria al pollastrone”.
.....
segue....nel prossimo commento

Gianni Di Pasquale ha detto...

.......segue PARRINU MARRUGGIU
Si narra inoltre, che il Marruggiu era un donnaiolo e che a quei tempi mise incinta una signora, tale “Lucetta a Mannoia” un po’ sempliciotta, in un primo tempo al Marruggiu gli fu levata la messa e la chiesa, che era San Francesco, poi il figlio fu portato in un ospizio e il prete tornò a dire messa. Dopo un po’ di tempo a vent’otto anni il ragazzo “figlio di marruggio “ decise di sposarsi e tornò in Sicilia, precisamente a Sortino, il Marruggiu appena vide il figlio a Sortino incominciò ad agitarsi, tutte quelle terre dove ora sta costruendo l’avvocato Giuffrida erano sue, alcune le vendette e altre le donò hai suoi nipoti i “Serges”. A quei tempi prima di sposarsi si usava che, prima di fidanzarsi, si chiedevano informazioni per vedere da quale famiglia provenisse il ragazzo o la ragazza e quindi il figlio del Marruggio andò a Floridia dove una povera ignorante, madre della ragazza con la quale voleva fidanzarsi, gli disse: ” e chi ci rugnu a tia a ma figghia? Tu figghiu di parrinu si”, il ragazzo a quella risposta tornò arrabbiato a Sortino a chiedere spiegazioni alla madre (perché sapeva chi era la madre ma non conosceva il padre); arrivato a Sortino il ragazzo in casa disse alla madre “dimmi cu è mo pà, ma si nò t’ammazzu”! La madre esasperata dovette rivelargli chi era il padre, a tale risposta il ragazzo si comprò una pistola e, davanti il cimitero di Siracusa, si sparò in testa!

Molte volte la verità fa male, in questa storia raccapricciante successa a Sortino c’è solo da prendersela con il prete, un nulla facente ipocrita e ignorante, perché se avesse riconosciuto il figlio, dando qualcosa pure a lui, come aveva fatto con i suoi nipoti, si sarebbe sposato e basta e non ci sarebbero stati tutti questi problemi. Così facendo ha causato la morte di un giovane ragazzo Sortinese, infatti, al Maruggio gli è arrivata la punizione dal cielo, lasciandolo morire nella miseria e nella sporcizia.
Questa è la fine che tocca alla gente ipocrita!

Fin qui la storia di Giuseppe Vinci.

Sarà tutto vero? oppure è proprio una storia metropolitana, di quelle che a Sortino si raccontano come barzellette appiccicandole al personaggio di turno ?
Di certo io posso aggiungere un'altra sfaccettatura di questo prete molto ...sfaccettato, che durante l’ultima guerra, praticava la borsa nera, vendendo “frummentu” sottobanco.
Di questo sono sicuro, perché, mia suocera (buon'anima, con il marito in guerra e quattro figli da sfamare) mi raccontò di aver rischiato la galera, per aver comprato del grano proprio da lui.

Si raccontano tante altre “storie” su questo personaggio (saranno vere?):
C’è quella relativa alla sua “tirchieria” sulle ostie consacrate, che consisteva nel contare le persone (alzi la mano chi deve fare la comunione), e sembra che ne consacrasse solo un quarto del necessario perché ogni ostia la divideva a quattro persone.
Sempre in tema di comunione, si racconta che, prima di aprire il tabernacolo, dicesse: “siti pronti ca va ‘nnesciu”....
Un’altra è quella di una vedova che, per farsi perdonare un precedente tradimento verso il marito defunto, chiedeva al prete in questione cosa poteva fare perché il marito potesse andare direttamente in paradiso. Il prete (per spillargli un p’o di soldi) le consigliò un certo numero di messe che avrebbero indotto il Padreterno a prenderlo per i capelli e portarlo in paradiso, ma la donna gli fece notare che il marito era calvo... non importa, rispose prontamente il prete, vuol dire che lo afferrerà per le corna!

C’è un altro episodio (a me sembra troppo inverosimile), di una certa trappola per uccelli che alcuni ragazzi avevano “parato” nel luogo dove il prete, in una campagna di sua proprietà, soleva fare i suoi ...bisogni a cielo aperto e che “scattando” aveva “ncagghiato” ...l’uccello sbagliato, con massimo sollazzo dei monelli autori dello “scherzo”.....

Stretta la foglia, larga la via ...
gianni

giuseppe ha detto...

Per la serie una volta a Sortino...:
qualcuno ricorda il personaggio
Ninu Casciuni?
Chi meglio del signor
Nunzio Cartelli, può ricordare e pertanto titolato a raccontare
qualche spassoso aneddoto riferito al soggetto di cui sopra?

Gianni Di Pasquale ha detto...

Carissimo Giuseppe, intanto che l’amico Nunzio Cartelli pensa e scrive la storia di NINU CASCIUNI, mi è venuto in mente un personaggio soprannominato M’ABBRUCIU. Ricordi?
Mi ricordo tutte quelle leccornie nella sua bancarella e in particolare dei lecca-lecca (neri?) a foma di rombo (al costo di una lira) fissati a un bastoncino tipo stuzzicadenti e che noi chiamavamo “LLICCHI-LLACCHI” un nome che soltanto a pronunciarlo ci faceva venire l’acquolina in bocca.
Per chi non avesse il libro dei soprannomi di Giuseppe Rossitto, alla pagina 116, l’autore, così descrive il personaggio:
Nell’immediato dopo guerra, due fratelli della famiglia Caruso praticavano il mestiere di vendere, su bancarelle e in occasione di feste paesane, castagne abbrustolite, fave, ceci e dolciumi di confezione casereccia.
Uno dei due fratelli esibiva uno straordinario zelo nella vendita, celebrando a squarciagola i pregi della merce, che definiva fresca e croccante. Ripeteva, pertanto, il verso: “ CAURI, CAURI...; M’ABBRUCIU, M’ABBRUCIU...”. Tale verso di richiamo, ripetuto con tono e mimica caratteristici, meritò allo zelante e appassionato venditore il soprannome di M’ABBRUCIU.
Il fratello gli faceva una spietata e sleale concorrenza a suono di calunnie; al verso del fratello faceva eco screditandogli la merce : “ NUN NCI’ANNATI NI MA FRATI , LL’AVI FRARICI E MUCATI”

Non finirò mai d’ammirare la prosa di questo libro!!!

Però nei miei ricordi questo secondo fratello “calunniatore” non esiste, mi ricordo solo quello che “posteggiava” la sua bancarella ai quattro canti e che per gli spostamenti tirava la bancarella mobile con la moglie, una donnina tranquilla e buona, che lo aiutava spingendo da dietro. In quest’operazione sono state immortalate (da Giuseppe Rio?) in una foto che trovate nella copertina di questo post.

Giuseppe ha detto...

Caro Gianni,
chi non ricorda “M’ABBRUCIU”?
Chi non ricorda la sua mercanzia che la domenica
e nelle feste tutte, portava con la sua bancarella (carretto)
Il quale lo stesso “s’impaiava”, e la moglie poverina dietro l’aiutava in salita
a spingere come d’altronde la foto (peraltro stupenda), immortala.
Per quelli della mia età, puttroppu l’anni avemu e ‘nni putemu turnari ‘nnarreri!
Così è se vi pare, e se non vi pare l’è i stess non cambia niente.
I ricordi cavalcano la memoria e viceversa , e non potremmo avere ricordi, se non avessimo gli anni.
Altro personaggio che vorrei ricordare, è u “PURGIU” TU ti ricordi ro “PURGIU”?
U “PURGIU”, era quel soggetto che anche lui la domenica stava e quattru canti vicino a
“M’ABBRUCIU” con un tavolo dove ntacciava , sei quadratini di cartoncino, con
Sei numeri (le faccie del dado) dall’1 al 6.
In un volgare contenitore di latta (buatta), inseriva il dado e lo faceva roteare dentro la stessa
(Vanniannu): con 5-25 con 10-50 con 20-100 con 100-500, io che non sono mai stato un giocatore,
per il personaggio quando passavo con gli amici ‘nna calata e ‘nna chianata ra chiazza, ero solito
puntare 100 lire sul N° 6; per ironia della sorte al 80% c’insertavo, e il poveromo, mi pagava £ 500
tirandomi dietro tutti i Santi del Paradiso quando mi andava bene, se invece mi andava male, mi tirava addosso a buatta insieme al dado.

Altro personaggio con simpatici aneddoti potrebbe essere NZinu u Sciorbu, persona ancora vivente
(credo)Essendo lo Sciorbu varberi, era solito alle ore 05,00 mattino aspettare i clienti contadini, per servilli.


P.S.: A riguardo del fratello “calunniaturi ri M’ABBRUCIU, anch’io non ho ricordi diretti solo per sentito
dire.